LRC Vertigo nhow: quando il luxury retail incontra l’experience design

Cover image: Vertigo Nhow – courtesy LRC

Per l’apertura della sua edizione nel 2026, LRC ha scelto il Vertigo Rooftop del nhow Milano. Nel brief che Park aveva ricevuto per progettare quella terrazza c’era una richiesta precisa: creare un “effetto vertigine”. Non un rooftop qualsiasi, ma una sensazione fisica, quasi di squilibrio, da restituire a chi vi mette piede. Lo studio ha risposto con una piscina a sbalzo di 75 metri quadri e due piscine circolari che possono essere svuotate per cambiare funzione nel giro di poche ore, trasformando il solarium in spazio per eventi, aperitivi o sfilate.

Il risultato si chiama, non a caso, Vertigo. È da qui che vale la pena partire per raccontare perché LRC abbia scelto di aprire l’edizione ‘26 proprio su questa terrazza, prima di spostare la giornata di lavori nella Sala Madrid del nhow. Perché il punto non è che un rooftop scenografico faccia scena.

Il punto è che dietro Vertigo c’è un metodo progettuale che assomiglia molto da vicino al modo in cui LRC costruisce, edizione dopo edizione, le proprie giornate di conferenza.

Vertigo Nhow – courtesy LRC

Un’esperienza progettata

Un rooftop e una conferenza sembrano, sulla carta, due tipi di progetto molto distanti. Ma la logica che li tiene insieme è la stessa: si parte dall’effetto che si vuole ottenere su chi vivrà lo spazio o la giornata, e si costruisce all’indietro tutto il resto per arrivarci.

Per l’edizione del 2026, questo ha significato per LRC che la scelta di Vertigo non è stata una decisione logistica presa a valle, dopo aver definito contenuti e relatori.

È stata una scelta coerente con l’idea di conferenza che LRC vuole offrire ogni anno: un luogo che parla la stessa lingua del tema di cui si discute, invece di limitarsi a ospitarlo.

 

Vertigo Nhow – courtesy LRC

Un format costruito sulla qualità del confronto

LRC parte ogni anno dalla stessa premessa: il valore dell’evento non si misura sui grandi numeri, ma sulla qualità del confronto che riesce a generare. Ciò che conta è creare le condizioni perché chi partecipa esca con una prospettiva in più e un dialogo capace di continuare anche dopo la conferenza.

Questa selettività preserva la profondità dell’esperienza, più che chiudere le porte a chi potrebbe parteciparvi. Tradotta in pratica, richiede uno spazio capace di sostenere due tempi diversi: una serata più libera, dedicata all’incontro e al networking, e una giornata strutturata, pensata per l’approfondimento dei contenuti.

Nel 2026 questi due momenti hanno preso forma al Vertigo Rooftop, per la serata di apertura, e nella Sala Madrid, per la giornata di conferenza: due spazi diversi, ciascuno pensato per una fase precisa dell’esperienza, pur restando parte dello stesso flusso.

Vertigo Nhow – courtesy LRC

Perché la location non è un dettaglio logistico

Vertigo si trova a dieci minuti a piedi da Porta Genova, di fronte al MUDEC, a pochi passi dall’Armani/Silos. Per un evento che parla di Luxury Retail Building, quindi di architettura, progettazione degli spazi commerciali e relazione tra brand e contesto urbano, scegliere un indirizzo dentro il distretto milanese del design non è indifferente.

Il valore della location sta anche nella trasformazione che rende visibile: da luogo produttivo a spazio esperienziale, da infrastruttura industriale a dispositivo di relazione.

È una traiettoria vicina a quella del luxury retail contemporaneo, dove il negozio fisico smette di essere definito dalla sola transazione e diventa luogo di esperienza, relazione e riconoscibilità.

LRC conference – courtesy LRC

Una community che continua oltre l’evento

Il tratto più interessante del metodo LRC è che considera la conferenza un punto culminante e non un episodio isolato. Il valore costruito in due giornate di dialogo non si esaurisce quando i partecipanti lasciano la sede dell’evento: prosegue attraverso la volontà di mantenere vivo un confronto già avviato, invece di ripartire da zero a ogni nuova edizion.

È una logica che somiglia più a un ecosistema che a un calendario di appuntamenti: quella giornata diventa il momento in cui una relazione già in corso si rende visibile e si rafforza, non il punto zero da cui tutto parte.

Per chi lavora nel Luxury Retail Building è probabilmente questo l’elemento che distingue LRC da una conferenza di settore generica: non solo la qualità di chi viene invitato a parlare, ma la continuità del dialogo che la community riesce a mantenere prima e dopo la data sul calendario.

LRC conference – courtesy LRC

Quando contenuto e contenitore parlano la stessa lingua

Vertigo e LRC hanno condiviso durante questa edizione la stessa premessa operativa: uno spazio o un evento non comunicano un posizionamento premium per accumulo di elementi scenografici, ma per la precisione con cui ogni scelta, architettonica o organizzativa, risponde a un obiettivo dichiarato. Park era partito da un brief con un effetto emotivo preciso da ottenere e costruisce l’ingegneria necessaria a produrlo.

LRC è partita da un posizionamento dichiarato che predilige la profondità delle relazioni, e costruisce format, durata e luogo per sostenerlo.Il luxury retail di cui si parla nei talk della conferenza vive esattamente di questa stessa disciplina: ogni superficie, ogni percorso, ogni dettaglio di un flagship store risponde a un’intenzione di marca precisa.

Che LRC abbia scelto di raccontarlo quest’anno da una terrazza progettata per generare un effetto percettivo, e non da uno spazio neutro, non è un vezzo estetico: è la dimostrazione che, nel luxury retail, contenuto, spazio e relazione non possono più essere separati.

Vertigo Rooftop – courtesy of LRC_26

Autore: Arch. Francesco De Fazio per conto di @Spazio Progetto e @LRC