Highlights evento LRC Vertigo nhow: i momenti chiave dell’incontro

Cover image: Luxury Retail Conference 2026

Il 15 e 16 giugno si è tenuta LRC 2026 – Luxury Retail Conference – al nhow Hotel Milano, tra il Vertigo Rooftop e la Sala Madrid. Due giornate dedicate al ruolo del design e della sostenibilità nella trasformazione del retail di lusso, con brand, architetti, developer, investitori e consulenti riuniti per leggere insieme i cambiamenti in corso nel settore.

Nhow lobby – courtesy of LRC_26 

15 giugno – Una serata di apertura al Vertigo Rooftop

La conferenza si è aperta nella cornice scenografica del Vertigo Rooftop: una terrazza panoramica progettata da Park, tra lounge, cocktail bar e infinity pool, in uno dei distretti più rappresentativi di Milano per design e creatività.

Prima dell’accoglienza serale, lo spazio Happening Design ha ospitato la presentazione di progetti e reference in ambito luxury retail, con il contributo di Selina Bertola (Nomade Architettura Interior Design) e di Andrea Burgio (BBA Studio) e le anticipazioni sulla Conference del 16 giugno da parte di Francesca Galati Bolognesi, moderatrice di LRC.

Un primo momento di confronto diretto, pensato per introdurre i temi della conferenza attraverso esperienze progettuali, visioni professionali e reference concrete legate all’evoluzione degli spazi retail.La serata ha dato il via a LRC’26 valorizzando da subito la centralità del dialogo.

In un’atmosfera informale ma curata, le relazioni tra i presenti si sono intrecciate ai primi confronti sui temi dell’evento, dalle esperienze progettuali alle nuove prospettive del luxury retail, gettando le basi per gli approfondimenti del giorno successivo.

Vertigo Nhow Rooftop – courtesy of LRC_26 

16 giugno – La giornata di conferenza nella Sala Madrid

Il giorno successivo, nella Sala Madrid del nhow Hotel Milano, LRC 2026 è entrata nel vivo dei contenuti. La giornata, moderata da Francesca Galati Bolognesi (FGB Studio, Studio con ampia esperienza in ambito certificazioni sulla sostenibilità e consulenze per i maggiori brand del lusso internazionale), si è aperta con l’intervista a Filippo Pagliani (Park, che ha realizzato il progetto del Vertigo Rooftop) e con l’inspiring speech sull’architettura del desiderio e la nascita dei Lovemark a cura di Simona Franci (Fortebis).
Da qui, il confronto si è sviluppato attraverso quattro blocchi tematici, costruiti per restituire prospettive diverse sul luxury retail contemporaneo.

Pensare il Luxury Retail

Il dialogo con Daniela Baldo (Studio Marco Piva) ha aperto la riflessione sulle premesse strategiche e culturali che oggi orientano la progettazione degli spazi di alta gamma nell’ospitalità quanto nel retail.

Progettare il Luxury Retail

Il confronto tra Elena Pessina (Vudafieri Saverino Partners), Alexander Bellman (Gruppo C14) e Antonio Gioli (GBPA Architects) ha messo al centro il ruolo dell’architettura e del design nella costruzione dell’identità di brand, approfondendo anche il valore dell’esperienzialità e la crescente contaminazione tra arte e progetto retail. Lo spazio emerge così come un luogo narrativo e immersivo, capace di trasformare la visita in un’esperienza culturale, sensoriale e distintiva.

La sostenibilità come responsabilità misurabile

A completare il quadro, l’intervista a Giulia Santoro (Arup) ha ampliato la riflessione sui temi della carbon footprint e della circular economy nel retail, offrendo una lettura supportata da dati sulle emissioni e da strategie concrete per migliorare l’efficienza degli asset. È emersa così la necessità di integrare la sostenibilità lungo l’intera filiera: dalla selezione dei materiali alla progettazione e alla realizzazione, fino alle fasi operative, attraverso obiettivi misurabili e responsabilità condivise.

Costruire il Luxury Retail

Il confronto tra Antonio Barbieri (AB/A Antonio Barbieri Architetti) e Jihad Messarra (Xport Group Dubai) si è concentrato sui processi realizzativi e sulle competenze necessarie per portare il progetto dalla visione al cantiere. Dal dialogo è emerso come, nei mercati internazionali, il Made in Italy continui a essere riconosciuto come un valore aggiunto, sinonimo di eccellenza progettuale, competenze specialistiche, qualità costruttiva e cura dei materiali. Un patrimonio di know-how che rappresenta ancora oggi un elemento distintivo e competitivo per i progetti di luxury retail a livello globale.

LRC 2026 – courtesy of LRC_26

Gestire il Luxury Retail

La tavola rotonda tra Francesco Gori (ESA Engineering), Edoardo Simeon (Atelier Simeon) e Giancarlo Cavazzoni (Cavazzoni Associati) ha approfondito la gestione operativa e la sostenibilità degli spazi una volta aperti al pubblico.

Dal design thinking all’handover, fino alla formazione delle persone coinvolte nei processi, è emerso come la gestione non riguardi soltanto lo spazio retail, ma l’intero asset: struttura, facciate, impianti, tecnologie e ambienti.

Un approccio integrato che assicura continuità delle prestazioni, qualità dell’esperienza e valore nel tempo.A chiudere la mattinata, una sessione di Q&A con la sala e l’inspiring speech conclusivo di Carlo Meo (Marketing & Trade e POLIMI), che ha riportato l’attenzione sul valore del tempo e dell’esperienza fisica: nel retail contemporaneo, lo spazio resta un luogo privilegiato di relazione, ma acquista significato solo quando riesce a trasformare prodotti, consumo e presenza in esperienza di cultura, di senso e di valore.

LRC 2026 – courtesy of LRC_26

Design, sostenibilità, futuro: i temi al centro di LRC 2026

Attraverso i diversi interventi, tre temi sono tornati con particolare forza.

Il design è stato letto come linguaggio identitario: il modo in cui un brand racconta sé stesso attraverso spazi, materiali e dettagli capaci di generare esperienze riconoscibili.

La sostenibilità è stata affrontata come criterio progettuale concreto, che chiama a ripensare materiali, processi e soluzioni tenendo insieme qualità, innovazione e responsabilità ambientale. Circular economy e carbon footprint sono emersi come criteri sempre più concreti nella progettazione e nella realizzazione degli spazi retail contemporanei.

Sul futuro del settore, è emersa una convergenza sempre più stretta tra tecnologia e progettazione degli spazi, orientata a costruire esperienze su misura, fluide e coerenti con l’identità del brand.

LRC 2026 – courtesy of LRC_26

Il valore del networking

Oltre ai contenuti, a rendere LRC 2026 un appuntamento di riferimento è stata la qualità delle relazioni costruite nei due giorni.
Dal cocktail al Vertigo Rooftop ai momenti di confronto in Sala Madrid, fino al networking lunch conclusivo, ogni momento è stato pensato per favorire l’incontro tra professionisti con percorsi diversi ma una visione condivisa sul futuro del luxury retail.
In questa dimensione, LRC conferma la propria identità: non solo conferenza, ma piattaforma di confronto qualificato, dove contenuti, relazioni e visione contribuiscono a interpretare l’evoluzione del retail di lusso.

LRC 2026 – courtesy of LRC_26

Autore: Arch. Francesco De Fazio per conto di @Spazio Progetto e @LRC